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pon 2014-2020

Alunni e Alunne H

 

Alunni e Alunne con disabilità (Legge 104/92)

 

  • INCLUSIONE

La Scuola promuove una “didattica inclusiva” che operi per l’ inserimento e la socializzazione, favorendo così il successo formativo degli studenti, e realizza appieno la propria funzione impegnandosi, “con una particolare attenzione, al sostegno delle varie forme di diversità, di disabilità o di svantaggio. Questo comporta saper accettare la sfida che la diversità pone: innanzitutto nella classe, dove le diverse situazioni individuali vanno riconosciute e valorizzate, evitando che la differenza si trasformi in disuguaglianza”. (Da “Indicazioni per il curricolo” del Ministero della Pubblica istruzione. Roma, 2007)

 

La programmazione educativa e didattica  della nostra scuola muove pertanto a partire dalla persona che apprende, nella  realizzazione della sua identità e delle sue aspirazioni, nel formare le proprie capacità e rendere minime le fragilità nelle varie fasi della formazione.
Lo studente è pertanto al centro dell’azione educativa e la classe è il luogo di promozione delle sue relazioni con i coetanei:
l’ambiente scolastico così strutturato, coinvolge gli studenti stessi nel creare le condizioni che favoriscono “lo star bene” a scuola, al fine di ottenere la partecipazione più ampia degli alunni a un progetto educativo condiviso, dove tutte le componenti della scuola, nel rispetto dei singoli ruoli e competenze, saranno coinvolte nelle varie fasi di attuazione del processo formativo.

 

Nel Liceo Artistico le professionalità presenti, i docenti e il personale scolastico, hanno sempre dimostrato versatilità e sensibilità, evidenziando provata capacità nel porre attenzione a strategie educative, didattiche e comportamentali che tengano conto della singolarità e complessità di ogni alunno. 

 

Inoltre l’Istituto si connota di una specificità per la quale, accanto alle discipline culturali di base, sono presenti materie artistiche caratterizzate da una didattica laboratoriale che, per loro natura, facilita i rapporti interpersonali, stimola la motivazione e favorisce l’apprendimento.
Tutti gli studenti, senza distinzione, ognuno secondo le proprie capacità, oltre alla didattica frontale della classe, usufruiscono con sistematicità delle attività di laboratorio.
Le attività sono svolte talvolta costituendo piccoli gruppi, in classe o nei laboratori delle discipline di indirizzo ( working team, cooperative learning, tutoring …), a volte nelle aule di informatica.
Possono inoltre essere praticate eventuali attività integrative curriculari ed extracurriculari, temporalmente definite, quali  partecipazioni a mostre, tirocini ecc.

 

E’ per la possibilità di usufruire di molteplici laboratori, nonché l’ampia diversificazione dell’offerta formativa, che la scuola è sempre stata frequentata, negli anni, da alunni con disabilità che hanno trovato una propria realizzazione nello sperimentare i percorsi didattici proposti, nel vivere relazioni sociali significative e nell’acquisire competenze spendibili nel mondo del lavoro.

 

Il Collegio Docenti e il GLI d’Istituto elaborano un Piano Annuale per l’Inclusività dove sono delineate le opzioni programmatiche e le variabili significative che orientano le azioni volte a dare attuazione e migliorare il livello di inclusività dell’istituzione scolastica:

-  in primo luogo la nozione di  INCLUSIONE che si distingue da “integrazione” per il suo grado di pervasività. Integrazione consiste nel fornire alle persone che scontano rilevanti problemi nell’esercizio dei diritti/doveri di cittadinanza, l’aiuto ad hoc necessario per accedere ai predetti diritti/doveri; in altri termini l’aiuto serve alla persona svantaggiata per accedere a quello che per gli altri corrisponde alla “normalità”. Se l’integrazione investe prioritariamente sul soggetto in difficoltà e molto di meno sul contesto, l’inclusione significa invece progettare, sin dalle sue fondamenta, la “piattaforma della cittadinanza” in modo che ciascuna persona abbia la possibilità di esercitare diritti e doveri come modalità ordinaria (“siamo tutti normali”). L’inclusività non è quindi un “aiuto esterno” per scalare la normalità ma una condizione connaturata e intrinseca della normalità. L’inclusione interviene sul contesto non meno che sul soggetto.
Una scuola inclusiva deve progettare se stessa e tutte le sue variabili e articolazioni per essere, in partenza, aperta a tutti; ne consegue che l’inclusività non è uno status ma un processo in continuo divenire; un processo “di cambiamento”.

  • - L’altro elemento costitutivo del PAI è la categoria di BISOGNO  EDUCATIVO  SPECIALE. L’idea di “integrazione” è tradizionalmente associata alla condizione di “handicap” (oggi “disabilità; cfr “convenzione ONU per i diritti delle persone con disabilità”), in Italia codificata e disciplinata dalla legge 104/1992 e dalle norme successive o collegate. In tempi recenti si sono affiancate altre categorie di svantaggiati: DSA, alunni con altri disturbi evolutivi specifici (deficit del linguaggio, delle abilità non verbali, della coordinazione motoria, ADHD e spettro autistico di tipo lieve, disturbo della condotta), alunno straniero non alfabetizzato, alunno con disagio sociale.
    Prima l’INVALSI poi la direttiva del 27/12/2012 (e la CM 8/2013) hanno introdotto la nozione di Bisogno Educativo  Speciale (BES) come categoria generale comprensiva di tutte le condizioni richiedenti l’impiego calibrato, in modo permanente o temporaneo, dei cinque pilastri dell’inclusività:
    1) individualizzazione (percorsi differenziati per obiettivi comuni);
    2) personalizzazione (percorsi e obiettivi differenziati);
    3) strumenti compensativi;
    4) misure dispensative;
    5) impiego funzionale delle risorse umane, finanziarie, strumentali e immateriali.
    La formula “impiego calibrato” allude tanto al fatto che ciascuna delle cinque strumentalità potrà essere dosata in ragione delle esigenze di ciascuno che alla possibilità che in esse vengano ricomprese anche azioni trans-didattiche quali servizi di aiuto alla persona, abbattimento e superamento di barriere di varia natura, partenariati esterni etc.

In relazione a ciò i Consigli di Classe programmano  interventi mirati con percorsi adatti alle diverse specificità come:
a) Piano Educativo Individualizzato ex art. 12, comma 5 della L. 104/1992, a favore degli alunni con disabilità;
b) Piano Didattico Personalizzato ex art. 5 del DM N° 5669 del 12/7/2011 e punto 3.1 delle "linee  guida" allegate, per gli alunni con DSA o con disturbi riconducibili ex punto 1 della direttiva ministeriale del 27/12/2012;
c) Piano Didattico Personalizzato per tutti gli alunni con BES diversi da quelli richiamati alle lettere “a” e “b”.

 

Nei predetti piani sono esplicitati gli obiettivi didattici da perseguire per il tramite dei piani medesimi. In aggiunta agli obiettivi didattici specifici sono indicati anche i seguenti “obiettivi di sistema” di carattere trasversale:
1) accoglienza: tutti gli alunni, inclusi quelli con BES, hanno diritto a due forme di accoglienza:
a) accoglienza di natura socio-affettiva nella comunità scolastica;
b) accoglienza in ragione del proprio stile cognitivo, ossia diritto ad una comunicazione didattica che tenga conto delle specifiche preferenze e risorse di apprendimento di ciascuno, come il canale iconico (preferenza per operare con disegni, immagini, schemi etc), il canale verbale (preferenze per  il testo scritto/orale) e il canale operativo-motorio (preferenza per manipolazioni, costruzioni etc); i tre predetti “canali” tipicamente si attivano in situazione laboratoriale;
2) abbattimento/superamento delle barriere architettoniche e non architettoniche interne ed esterne alla scuola;
3) comunicazione didattica: oltre che per effetto di contenuti disciplinari e metodologici e del flusso dell’informazione disciplinare, opportunamente selezionati e modulati, la comunicazione didattica dovrà risultare “inclusiva” anche rispetto alle variabili di “stile comunicativo” comprendenti la valutazione incoraggiante, l’attenzione per le preferenze dell’alunno, l’ascolto, il “registro” e il tono della voce, la modulazione dei carichi di lavoro  etc.

 

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